Pino aveva otto anni e una sera, durante una cena con la sua famiglia, si alzò e disse questa frase:
“ Se Dio mi ha dato questa voce, un motivo dovrà pur esserci!”
Era un bambino di poche parole, timido, riservato e parlava solo quando aveva qualcosa di importante da dire.
Quella sera, dunque, aveva preso la sua decisione: intendeva rispettare il suo dono e seguire la sua voce, ovunque l’avesse portato.
E la sua voce l’ha portato ovunque: dalle piazze ai teatri di tutta Italia, alle platee televisive di mezza Europa, dal Festival di Sanremo, alla Concertgebouw di Amsterdam.
Pino usava la sua voce per “sedurre”, cioè, in senso letterale, per “portare a sé”, assecondando così una sua innata e costante necessità di connessione con quel mondo invisibile e sensoriale in cui nascono le emozioni.
Quando cominciava a cantare, perfino l’aria intorno pareva fermarsi ad ascoltarlo; all’improvviso non esisteva più niente al di fuori della sua voce.
E questa magia avveniva sia quando si esibiva su un palco davanti a migliaia di persone, sia quando lo faceva a casa, al pianoforte, per pochi intimi.
Nicola Di Giorgio, con i suoi bellissimi scatti, è riuscito a fermare per sempre alcuni di questi momenti.
E così, anche nel silenzio di una fotografia, se ascoltiamo bene, riusciamo a sentire la voce di Pino, con tutta la sua forza, la sua passione, la sua sofferenza e la sua dolcezza. 
Laura Valente
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